IL Congresso di Berlino e la questione di Ulcinj
October 9, 2008 by Ulqini
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Il 20 gennaio del 1878, nella guerra con la Turchia, il Montenegro conquistòUlcinj. Con la Pace di Santo Stefano, la città fu restituita alla Turchia, mentre alMontenegro furono cedute le località di Plav e Gusinje nell’interno, i villaggialbanesi di Grude, Hoti e Kastrati, gran parte del lago di Scutari ed il territorioad occidente di Mrkojevid fino al mare. Le grandi potenze europee (Gran Bre-tagna, Germania, Austria-Ungheria, Francia e Italia) contestarono le clausoledel trattato di pace di Santo Stefano e, nell’estate del 1878, convocarono ilCongresso di Berlino con la partecipazione della Russia, Turchia, Bulgaria, Ser-bia, Grecia e Montenegro. In quel congresso furono confermate le annessionia beneficio del Montenegro delle località suindicate, ma la Porta ottomana nondiede il proprio assenso. Ne seguì un’intensa attività diplomatica a Istambul,Cettigne, Pietoburgo, Vienna, Londra e in altre città delle grandi potenze.
Al parlamento di Londra, il presidente Gladstone chiese energicamente chefossero rispettate le clausole del Congresso di Berlino. Ben presto vennero riti-rati da Istambul tutti gli ambasciatori delle grandi potenze e sostituiti da influentipersonalità. L’Inghilterra inviò Sir Gotchan, già nominato vicerè dell’India, con ilcompito di coordinare i compiti di tutti gli inviati speciali delle grandi potenze. Lasua nomina fu spiegata con l’importanza data alla situazione in Oriente e conla necessità che il Sultano, dai contatti personali con un personaggio qual eral’inviato speciale che occupava un posto di grande rilievo nel parlamento e nellapolitica dell’Inghilterra, si rendesse conto » delle serie intenzioni delle grandipotenze di attuare gli impegni assunti verso il Montenegro e la Grecia«. Inoltre,Londra chiese energicamente alla Porta di prendere immediate misure per laconsegna al Montenegro delle località cedute.
Invece la situazione si complicò con la caduta del governo di Mahmut Nedim-pascià e la nomina a grande visir (premier) di Said-pascià. Costui era sosteni-tore della politica inglese, ma non lo era il ministro dell’esercito Husein Husni-pasci8, ex governatore di Scutari, né il ministro degli esteri Abedin-pasià, di ori-gine albanese, al quale il Sultano ordinò di spedire in Albania un proclama perinvitare il popolo a »ricorrere anche alla restistenza sanguinosa, se necessario,per impedire a chiunque di mettere piede sul suolo della più cara provincia, l’Al-bania«.
Di fronte a questa situazione, l’Inghilterra propose uno scambio di territori: ilMontenegro avrebbe rinunciato alle località albanesi di Hoti, Grude e Kastrati,in cambio della città di Ulcinj. Nell’eventualità di un intervento militare, gli Inglesiavrebbero potuto più facilmente aiutare i Montenegrini dal mare. Stranamente..questa proposta fu condivisa dall’Impero Austro-Ungarico e cioè dalla potenza dominante nell’Adriatico che pure al Congresso di Berlino si era opposta all’us-cita del Montenegro sul mare ed a malincuore aveva accettato la cessione alMontenegro di Bar (Antivari).
Pertanto, la proposta britannica, stilata come pro-posta comune di Londra e Vienna, fu consegnata alla Porta il 26 giugno 1880.II sultano andò su tuttle le furie, respingendo la nota, mentre la sua corte,temendo un intervento militare, sparse fra i diplomatici a lstambul la voce che»il sultano è impazzito«. Contemporaneamente fu proposto all’ambasciatoremontenegrino Gavro Vukovic di concedere al suo paese un risarcimento indenaro, e ciò entro un mese, per i territori contesi. Offeso da tale offerta, il Mon-tenegro ruppe i rapporti diplomatici con la Turchia e ritirò il proprio ambascia-tore da Istambul. La pressione delle grandi potenze sulla Porta s’intensificò, ilsultano accettò ufficialmente la proposta dello scambio dei territori, ma altempo stesso fece trasportare con navi a Ulcinj materiale bellico e truppe.
A questo punto l’energico premier inglese Gladstone propose alle grandipotenze di inviare le loro squadre navali nelle acque di Ulcinj; la proposta fuaccettata, con l’eccezione del cancelliere tedesco Bismark, ma anche lui finìper solidarizzare quando Gladstone ammonì che qualora la bandiera tedescanon fosse ,stata presente nell’armata navale, la Germania non avrebbe potutocontare sul consorzio europeo.
La flotta alleata gettò le ancore nel porto di Gravosa (Gruz, presso Dubrovnik).L’Inghilterra, la Francia, l’Italia e l’Austria-Ungheria inviarono le loro unità miglio-ri, come a una parata, mentre la Russia e la Germania furono presenti con naviminori. Complessivamente fu creata una flotta di 37 navi da guerra con circa550 cannoni fra i quali numerosi di calibro 250 e 180 mm con granate da 600e 400 kg.
La flotta, comandata dall’ammiraglio britannico Seymour, successi-vamente si avvicinò ad Ulcinj, entrando nelle Bocce di Cattaro. Su una dellenavi francesi c’era l’ufficiale Julien Viaud noto come scrittore con lo pseudo-nimo di Pierre Loti (1850-1923), il quale — affascinato dalla bellezza di una fan-ciulla Bocchese, scrisse una poesia a lei dedicata. Nonostante questa dimo-strazione di forza, la Turchia continuò a tergiversare, rinviando la consegna diUlcinj, mentre l’esercito montenegrino attendeva invano sulle posizioni pros-sime alla città. L’ostinatezza del sultano Hamid sulla questione di Ulcinj feceperdere la pazienza ai flemmatici inglesi, sicché la flotta alleata ricevette l’ordinedi raggiungere il Pireo (Grecia), preparandosi all’invasione di uno dei maggioriporti turchi. Al tempo stesso i giornali europei, le personalità più in vista e l’o-pinione pubblica si occuparono intensamente della questione di Ulcinj, indu-cendo le grandi potenze ad essere più energiche.
Per iniziativa di Lord Granwil-le, l’ambasciatore inglese a Istanbul, d’intesa con gli altri colleghi europei, con-segnò alla Porta un ultimatum: »L’alta Porta deve consegnare al Montenegro lacittà di Ulcinj con tutto il suo distretto fino al Bojana, pacificamente e senza resi-stenza il 15 novembre. Qualora ciò non verrà fatto, la flotta unita, la quale si tro-verà quel giorno nella baia di Burnab presso Smirne, entrerà nel Porto di Smirnee conquisterà la città. Verranno sottomesse tutte le autorità, saranno incameratitutti gli introiti del vilaiato e di essi si disporrà, ed il Montenegro riceverà la suagiusta parte. Se ciò non fosse sufficiente a costringere l’alta Porta, si ricorreràalla forza e sarà conquistata Salonicco«.
L’ultimatum fu per la Porta una pillola molto amara, tanto più che tale procedi-mento delle grandi poteze, per cominciare, avrebbe potuto essere applicatoanche per gli irrisolti problemi in Armenia, Grecia ed altrove.
Venutosi a trovarein una difficile situazione, il sultano Hamid dimise il pascià scutarino Veli Rizache era stato il più tenace nel rifiutare la cessione di Ulcinj e inviò al suo postoil pacifico ma influente Dervish-pascià con quattromila soldati che, partendo daScutari, giunse a Ulcinj per sistemare tutto ciò che era necessario per la con-segna della città e delle fortezze nei suoi dintorni, sul fiume Bojana, sul Mozuraed a Materizi.
Sotto il comando del voivoda Bozo Petrovic, due battaglioni dell’esercito mon-tenegrino raggiunsero allora Mrkojevici e, compiuti i preparativi, fu inviato adUlcinj il voivoda Simo Popovib, già nominato governatore del Litorale con capo-luogo Ulcinj. Il governatore, scortato da 600 soldati al comando di Petar Stan-kovib, prese in-consegna »tutte le fortificazioni, la città di Ulcinj e il suo distrettofino al Bojana«. In tal modo, dopo una lunga battaglia diplomatica e le suddettedimostrazioni di forza, Ulcinj fu annessa al Principato del Montenegro il 30novembre 1880.
II principe Nicola l del Montenegro, che aveva sempre sognato di affacciarsi sulmare, di creare una propria flotta e sviluppare un’agricoltura mediterranea, nonnascose il proprio entusiasmo per i successi militari e diplomatici e lo manifestòscrivendo il poemetto »Sposalizio del Montenegro col mare«. Eccone unastrofa:
»Ti saluto, o mare azzurro,
sconfinata prateria acquea,
spazio immenso,
speranza nostra antica…«
Ulcinj is a coastal town and municipality in Montenegro
June 1, 2008 by Ulqini
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Ulcinj is a coastal town and municipality in Montenegro. The town of Ulcinj has a population of 10,828 (2003 census), and it is the centre of Ulcinj municipality. This southernmost municipality of Montenegro has a population of 20,290.
The wider area of Ulcinj has been inhabited since the Bronze Age. Illyrian tombs (tumuli), found in the village of Zogaj, in the vicinity of Ulcinj, date back to the Bronze Age.
The town is believed to be founded in the 5th century BC by Greek colonists from Colchis. The Colchian colonization is mentioned in the 3rd century BC, in a poem by Apollonius of Rhodos.
Illyrians lived in the region at the time, and under Greek influence built immense so-called Cyclopean Walls. In Latin, it was known as Olcinium or Ulcinium. In medieval times a shipwreck of a Saracen ship was stranded there with African slaves; locals saved the surviving Africans and made them an integral part of the population of the town.
Before the medieval period, Ulqin was known as one of the pirate capitals of the Adriatic Sea. This is also
seen during the later period of Illyrian Kingdom. Inhabitants of Ulqin were known at the time of Christ, especially from 20 BC to around 300 AD, to be very confrontational to those who were foreigners to their land; they were especially meticulous about border disputes as well.
The Republic of Venice controlled Dulcigno (as it was called in the Venetian language) until 1573 and incorporated the city in the Albania Veneta. In those Venetian years many Christian Albanians took refuge in Ulcinj from Muslim Turks.
Ottoman rule was begun in the sixteenth century. Ulcinj was a kaza of İşkodra sandjak of Rumeli eyalet before 19th century. Ulcinj became kaza of İşkodra vilayet after 1867. Ulcinj finally became part of Montenegro after Treaty of Berlin in 1878.
In the summer time, Ulcinj is a popular tourist destination. Although still undiscovered by many travelers from larger countries, repeat tourists and an increasing amount of first time visitors make Ulcinj a hot spot for vacationers between the months of May
and September. It is most famous for its beaches, which are considered the most beautiful in Montenegro. The most valuable resource of the Ulcinj riviera is Velika plaža (Big Beach), which is a 13 km long portion of sandy beach - the longest on the Montenegrin coast.
There is also a beach that holds the name Mala plaža (Small Beach) which is much smaller in size, but is very popular with visitors and beautiful beach Valdanos with thousand s of olive trees in the background.
Ulcinj’s old town is a very well preserved castle looking community that is left over from medieval times. The old town sits atop a mountain overlooking the shore and is a tourist attraction on its own.
Ada Bojana is popular among foreign tourists from Western Europe for its peace and unique atmosphere.
Šasko lake and Ulcinj’s salt pond (Port Milena) are popular among birdwatchers, because Ulcinj and its surroundings are major resting points for over 200 bird species on their migration paths.




